Era l’ultima sera dell’anno

Era l’ultima sera dell’anno e la piccola fiammiferaia era di nuovo fuori al freddo. Questa volta era passato tanto tempo, sicuramente più di un secolo. La piccina, stufa di finire cadavere l’ultimo giorno dell’anno su l’ultima pagina della fiaba che narrava la sua storia, si era decisa ad andare in giro per il mondo. Aveva scoperto dopo l’ultima parola scritta proprio alla fine della sua fiaba, che lei era ben viva, anzi per l’esattezza immortale. La piccola fiammiferaia si era accorta che poteva emergere da quelle pagine di carta e danzare nell’aria leggera senza soffrire il gelo. Girovagava da tempo immemorabile per le strade di tutto il mondo dove nessuno poteva scorgerla. Aveva visto interi continenti, paesi freddi, paesi caldi, guerre, carestie, tramonti, salti di gioia, lunghi pianti, ogni specie di piante e fiori e tanti animali strani e selvaggi. Aveva guardato negli occhi tantissimi bimbi come lei e altri molto diversi da lei. Adesso dopo più di cent’anni, la piccola fiammiferaia si era stufata di quella vita solitaria per le vie di un mondo per il quale era invisibile. La piccola desiderava ora ritornare dentro le pagine di una fiaba ma, una fiaba tutta nuova, che tanto per cominciare avesse come inizio un nome: il suo. Già perché la piccina era nota al mondo solo con il suo nomignolo. Quale era il suo nome? Povera piccola non se lo ricordava, anzi per la precisione il suo autore famosissimo non lo aveva scritto. Nel suo vagabondare per le strade del mondo reale però, la piccina ricordava di aver sentito ripetere, a volte  sottovoce, e altre con urla acute, una verità: era una donna e quindi aveva diritto ad essere e a fare come più le piaceva. Era pur sempre una bimba e non aveva ben capito cosa significasse ma sentiva che doveva cominciare a darsi un nome, e poi forse a scrivere da sé la sua storia. Era una cosa nuova per lei, ma tutto quell’errare per centinaia di anni e di più, avrebbe di sicuro fatto nascere una nuova fiaba su pagine bianche. E fu così che si chiamò Scintilla e iniziò a scrivere …

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9 thoughts on “Era l’ultima sera dell’anno

  1. Arianna panunzio ha detto:

    Non solo sei riuscita a scrivere una storia bellissima, ma anche a trasformare uno dei racconti piu’ tristi in una storia a lieto fine. Alla piccola hai dato un nome, una propria identita’; le hai permesso di vivere e di scegliere. Da un racconto che termina con la morte ne hai creato uno sulla rinascita. Non permettere a nessuno, mai, di spegnerla quella Scintilla che, non ho dubbi, diventera’ Fuoco.

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