La Tigre

La tigre è nata con un occhio chiuso da una palpebra un po’ pesante, con zampe piccole e minuscoli artigli. E’ nata di mattina con una zampa a coprirle lo sguardo, come una diva infastidita dalla luce dei flash dei tanti reporter. Ha dimostrato subito un impeto vorace: i suoni emessi davanti al latte nei primi momenti erano acuti e prolungati nel tempo. Gli occhi, all’inizio, di un colore indefinito, scrutavano guardinghi tutto l’ambiente circostante pronti a catturare il pericolo. Durante il sonno la tigre sembrava un angelo, suscitava quasi tenerezza e voglia di carezzarla. Ha cominciato subito a correre da una parte all’altra, ad arrampicarsi dappertutto, a rifugiarsi in ogni nascondiglio scoperto durante le sue scorribande. A volte penzolava da altezze pericolose e saltava così velocemente disegnando degli archi, belli ampi, che sembrava non finissero mai. Arrivava poi in terra con quel suo tocco felino quasi sfiorando il suolo e poi ripartiva con la sua aggressiva voglia di scoprire il mondo. Da piccola ha azzardato qualche effusione, ma poi le sono cresciuti denti affilati, le zampe sono diventate più lunghe e più grandi, gli occhi hanno rivelato uno sguardo indagatore con bagliori di violenta voglia di fare da sola. Quelli che sembravano gnaulii da piccina, son diventati poi ruggiti intensi da far vibrare alberi secolari. La tigre adesso è in quinta elementare, non fa neppure finta di sembrare addomesticata. Si aggira nella giungla della vita sempre affamata di desiderio di far da sola e di stupirsi del mondo. A chiederle un bacio o un abbraccio si rischia che la ferinità presente in lei divampi ma poi, mentre si allontana, all’improvviso si volta, lancia uno sguardo e un sorriso, controlla che ci sia l’attesa di tenerezza e se ne va.       

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SOS Parole

Drin. – Buongiorno sono Ascolto1, in cosa posso aiutarla?

– Buongiorno sono Modesto Dasempre e chiamo per un dubbio sulla parola superbo. Mia moglie mi ha apostrofato così oggi.

– Signore il significato dipende dal contesto, mi spieghi cosa è accaduto.

– Come posso spiegarmi … eravamo a letto, avevamo appena finito di volerci bene e mia moglie Rosa Spina me lo ha detto.

– Signore, lei prima aveva detto qualcosa a sua moglie?

– Forse le ho chiesto se quel risveglio fosse stato un buon inizio di giornata per lei.

– Signor Modesto complimenti, sicuramente sua moglie glielo ha detto per l’eccezionale buongiorno.

– Ho pensato la stessa cosa ma poi, ho come visto un ghigno sulla sua bocca e ho avuto un dubbio.

– Le tapparelle erano abbassate? C’era abbastanza luce nella stanza?

– No in effetti era un po’ buia.

– Si tranquillizzi signore, è evidente che si è sbagliato nel vedere quel ghigno.

– Grazie ora mi sento meglio.

Drin. – Buongiorno parla Attenzione3, in cosa posso aiutarla?

– Buongiorno sono Massimo Preciso, mi hanno appena assunto nello staff delle risorse umane e non digerisco queste due parole insieme.

– Signore, come mai, ha mal di stomaco?

– Il punto è  che risorsa indica un mezzo, ma in questo  caso si tratta di persone.

– Tranquillo, signore, la parola umane dà un tocco di profondità alla prima.

– Mi scusi se insisto, ma le risorse sono strumenti. Vogliamo ridurre le persone a questo?

– Ma no signore, deve intendere con positività, si tratta di capitale umano.

– Ma cosa dice? Il capitale è denaro o altro tipo di beni.

– Signore lei persevera nella negatività. Le risorse umane sono un investimento per le aziende.

– Bene ora mi sento più ottimista, lei mi facilita il compito. Sono stato assunto per ridurre i costi dell’azienda in cui lei lavora. Lei non è più una risorsa: è licenziata.

Attenzione3 … sviene.

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